LMMP: Settimana #4 (facile facile)

Questa settimana sono di corsa: poche parole ma molta musica. La mia sinfonia preferita di Beethoven e la settima. Eccola qui in un’interpretazione di Carlos Kleiber con i Wiener Philharmoniker.

Primo movimento: Poco sostenuto vivace

 

Secondo movimento: Allegretto

 

Terzo movimento: Presto

 

Quarto movimento: Allegro con brio

LMMP: Settimana #3 (a proposito di colonne sonore)

Chi mi conosce bene sa quanto mi appassioni l’arte dell’abbinamento di musica e immagini. Non a caso pressoché tutti i film che reputo migliori hanno una colonna sonora che in un modo o nell’altro mi ha colpito.

Non a caso il mio regista preferito è Stanley Kubrick.

Questa settimana, grazie anche a un amico, ho vinto la mia pigrizia serale e sono andato al cinema a rivedere un film che rappresenta ai massimi livelli l’integrazione di splendide immagini con splendida musica: Barry Lyndon di – per l’appunto – Kubrick.

Dei molti pezzi musicali utilizzati nella colonna sonora del film ho scelto quelli che senza dubbio hanno ottenuto la resa migliore nel film: il fantastico secondo movimento del trio per pianoforte, violino e violoncello D.929 di Franz Schubert e la Sarabanda dalla suite n. 4 per clavicembalo HWV 437 di Georg Friedrich Händel.

Ascoltate, ma se potete fate di meglio: cercate di vedere (o rivedere) Barry Lyndon spingendo i sensi (vista e udito insieme) a cogliere il fantastico lavoro realizzato da Kubrick e il suo team.

Franz Schubert, Trio per pianoforte, violino e violoncello D.929 – II movimento, Andante con moto. Beaux Arts Trio

 

Georg Friedrich Händel, suite n. 4 per clavicembalo HWV 437, Sarabanda. Arrangiamento per orchestra di Leonard Rosenman, National Philharmonic Orchestra

 

Ed ecco infine come suona la Sarabanda nella versione originariamente scritta da Händel per clavicembalo solo. Tanto per apprezzare il lavoro di elaborazione di cui sono stati capaci Rosenman & Kubrick…

 

Stanley Kubrick e Ryan O'Neal sul set di Barry Lyndon
Stanley Kubrick e Ryan O’Neal sul set di Barry Lyndon

LMMP: Settimana #2 2015 (Haydn vs. Mozart)

“Haydn, il più grande tra i contemporanei di Mozart, è stato spesso messo a confronto con il suo più giovane collega, uscendone quasi sempre sconfitto. Ciò accade perché la musica di Haydn ha in sé elementi di notevole auto-controllo; egli non vi invita a partecipare ai suoi problemi poiché li ha ridotti a un brillante tour de force intellettuale. I suoi grandi quartetti, le sinfonie e la musica sacra si aprono davanti a noi come una scena cui assistiamo affascinati, ma che non richiede necessariamente la nostra partecipazione personale, il nostro immediato coinvolgimento emotivo. Con Mozart, invece, il rapporto è completamente diverso: egli ci invita a condividere il suo mondo di emozioni, ci prende per così dire per mano e ci guida, chiedendoci di seguirlo ovunque vada. Dunque le sue gioie sono le nostre gioie, le sue pene le nostre pene; e il mondo autunnale indimenticabilmente bello della musica scritta nel 1791, dove i raggi radenti del sole volgeranno presto al tramonto e al crepuscolo, ci è singolarmente vicino, forse più di quanto immaginiamo […]. Mozart, probabilmente, non intendeva dirci questo ma tali sensazioni sembrano in sintonia con la nostra concezione pessimistica della vita rispetto a quel senso di benessere ottimisticamente chiuso in se della musica di Haydn […].”

H.C. Robbins Landon, prefazione a “1791 l’ultimo anno di Mozart”, 1989 Garzanti Editore.

A commento di queste interessanti parole, per Haydn, dalla mia limitata discografia, ho deciso di prendere un movimento di sinfonia che esemplifica la magnifica e comunque profonda leggerezza di cui è portatore.

Per Mozart la scelta è stata più difficile, volevo prendere un brano per l’appunto composto nel 1791 e la scelta sarebbe sicuramente stata enorme, volevo prendere un movimento di sinfonia per allinearmi alla scelta per Haydn e anche qui le possibilità sarebbero state non poche, ma alla fine non ho resistito e ho scelto uno dei pezzi a mio parere in assoluto più esemplificativi delle abissali profondità in cui può portarci il genio di Salisburgo.

Buon ascolto.

1. Franz Joseph Haydn, Sinfonia n. 93 – mov. 2, Largo cantabile. Concertgebouw Orchestra Amsterdam, direttore Sir Colin Davis.

 

2. Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per Pianoforte n. 23 K. 488 – mov. 2, Adagio. English Chamber Orchestra, direttore e pianoforte Murray Perahia.

 

Mozart vs. Haydn
Mozart vs. Haydn

La Mia Musica Preferita (LMMP), Prologo + Settimana #1 2015

Ok, ho deciso che quest’anno vi ammorberò settimanalmente con una selezione della mia musica preferita, ripescata quando possibile (spero quasi sempre) da LP e CD realmente in mio possesso. Come al solito non mi dilungherò in chiacchiere ma lascerò lo spazio alla Musica. Per approfondire basta ascoltare…

Visto che siamo alla prima settimana dell’anno è d’obbligo iniziare con “An der schönen blauen Donau” di Johann Strauss II, che vi propongo in una sontuosa interpretazione diretta da Ferenc Fricsay.

Il disco originale è pieno di gemme magistralmente interpretate, tra cui  altro dei miei valzer preferiti, il certamente meno famoso ma altrettanto bello “G’schichten aus dem wiener wald” (Storielle del bosco viennese).

Cambiando genere, ma rimanendo idealmente a Vienna, passo a un CD del 1982 che raccoglie la celeberrima raccolta “Schwanengesang”, il Canto del Cigno di Franz Schubert con gli ultimi Lieder raccolti dai suoi amici dopo la sua prematura morte. Nel CD dialogano due interpreti d’eccezione: Alfred Brendel e Dietrich Fischer-Dieskau. Vi seleziono il famosissimo “Ständchen” su testi di Ludwig Rellstab.

Leise flehen meine Lieder
Durch die Nacht zu dir;
In den stillen Hain hernieder,
Liebchen, komm zu mir!

Flüsternd schlanke Wipfel rauschen
In des Mondes Licht;
Des Verräters feindlich Lauschen
Fürchte, Holde, nicht.

Hörst die Nachtigallen schlagen?
Ach! sie flehen dich,
Mit der Töne süßen Klagen
Flehen sie für mich.

Sie verstehn des Busens Sehnen,
Kennen Liebesschmerz,
Rühren mit den Silbertönen
Jedes weiche Herz.

Laß auch dir die Brust bewegen,
Liebchen, höre mich!
Bebend harr’ ich dir entgegen!
Komm, beglücke mich!

Vale la pena di confrontare l’interpretazione di Fischer-Dieskau appena ascoltata con una versione sempre da lui interpretata molti anni prima. A voi scegliere la migliore, io direi che non ci sono molti dubbi, anche se in ogni caso c’è da perdersi…

Bonus Track: un sito con “free sheet music for singers and voice teachers”.

 

Un paio di brevi ma notevoli video

Il primo, “Wanderers”, è da brividi, ed è veramente una delle cose più belle e immaginifiche che ho visto negli ultimi tempi.

Per approfondire, spulciare la sezione Gallery sul sito dell’autore (Erik Wernquist). Ho trovato anche una versione con i sottotitoli in italiano.

Il secondo è una coproduzione ESA, celebra Rosetta, Philae e l’ambizione umana.

 

Ciò che si consuma

Aver percorso mezzo secolo di vita e non essere quindi più un giovanotto (da un pezzo a questo punto) ha comunque  i sui vantaggi, per esempio quello di riuscire  apprezzare delle cose che molti oggi quasi non arrivano a comprendere.

Prendiamo il regalo che più mi è piaciuto quest’anno: un giradischi Rega Planar RP1.

Rega Planar RP1
Rega Planar RP1

L’ho montato quasi emozionato, ho tirato giù il primo LP da me comprato più di 30 anni fa, i concerti per violino di Mendesshon e Bruch interpretati da un giovanissimo Shlomo Mintz e dalla Chicago Symphony Orchestra diretta da Claudio Abbado e mi sono messo sul divano ad ascoltare. I minuti passavano e, dopo aver superato l’emozione intensa che sempre mi provocano queste note, ho cominciato a riflettere sul perchè oggi, superati anche i CD, si dovrebbero spendere soldi per apparecchi anacronistici e si dovrebbe occupare spazio prezioso della libreria con ingombranti collezioni di LP. Oppure perchè oggi in un mondo sempre più digitale si dovrebbe tornare a combattere con la polvere e l’elettricità statica.

continua a leggere…

Fotografie

Ci ho messo un bel po’, ma alla fine ho inaugurato la sezione fotografie del sito. Un assaggio… che per il momento non trovate in galleria!

Ipocisto, fotografato al parco naturale di Montioni
Ipocisto, fotografato al parco naturale di Montioni

Prove Arduino: prima bozza di Tris

Questo articolo descrive il secondo passo compiuto per la realizzazione “casalinga” di una scacchiera elettronica basata sul riconoscimento della posizione e del movimento dei pezzi tramite sensori a effetto di Hall posti sulla scacchiera e magneti posti all’interno dei pezzi.

Questo secondo passo è consistito nella realizzazione di una scacchiera 3×3. Facile da realizzare, questa mini scacchiera permetterà comunque di verificare la possibilità di discriminare le pedine presenti sulle case e di valutare eventuali condizioni di interferenza.

L’idea è di utilizzare la scacchiera  per giocare il Tris realizzando in Arduino, oltre che il software per riconoscere la posizione delle pedine, anche l’algoritmo per giocare, vista la semplicità dell’algoritmo stesso.

Per realizzare la scacchiera mi sono avvalso del fondamentale aiuto di un amico, grande tecnico elettronico nonché bravo artigiano del legno. Per questo passo a lui si deve la realizzazione della scacchiera e dello shield Arduino. Io mi sono limitato a mettere alcune delle idee e lo sviluppo del software.

Per oggi mi limito a presentare lo schema e alcune foto della realizzazione pratica.

Schema della scacchiera Tris con sensori ad effetto di Hall
Schema della scacchiera Tris con sensori ad effetto di Hall

I sensori ad effetto di Hall utilizzati sono gli A1120EUA già visti in un precedente articolo.

Invece di collegare i nove sensori a nove differenti IO digitali di Arduino si è preferito realizzare uno schema a tre righe e tre colonne in modo da ridurre il numero di IO necessari a 6. Questo sistema, se per il momento porta un vantaggio irrilevante, nella realizzazione finale della scacchiera 8×8 porterà vantaggi notevoli permettendo di ridurre il numero di linee di IO necessarie da 64 a soli 16.

Per leggere lo stato di tutti i sensori la soluzione software sarà quella di mandare in stato alto una sola linea tra quelle che alimentano le righe (D3, D4 e D5) e leggere le tre colonne (D0, D1 e D2). Iterando sulle tre righe si potrà leggere lo stato di tutti i sensori.

Poiché un output digitale di Arduino non è in grado di alimentare insieme tre sensori, su ogni riga si è utilizzato uno stadio driver con un transistor 2N3904.

A seguire potete vedere le foto del prodotto finito, scacchiera e shield. Per oggi basta, nella prossima puntata vedremo il software.

La scacchiera per il Tris, con Arduino Uno e relativo shield connesso
La scacchiera per il Tris, con Arduino Uno e relativo shield connesso

 

Lo shield utilizzato per l'acquisizione dello stato della scacchiera
Lo shield utilizzato per l’acquisizione dello stato della scacchiera

 

Posizionamento e collegamento dei sensori ad effetto di Hall sotto la scacchiera
Posizionamento e collegamento dei sensori ad effetto di Hall sotto la scacchiera

 

 

Prove Arduino: sensore ad effetto di Hall

Per un nuovo progetto casalingo su cui sto cominciando a lavorare ho realizzato un semplice circuito con due sensori ad effetto di Hall collegati a una scheda Arduino Uno.

Arduino: test con sensore ad effetto di Hall
Arduino: test con sensore ad effetto di Hall

Dal punto di vista circuitale è tutto molto semplice. Come sensore si è utilizzato il A1120EUA di Allegro Microsystems, connesso a una linea di I/O di Arduino secondo il seguente schema:

Schema di collegamento per un sensore a effetto di Hall A1120
Schema di collegamento per un sensore a effetto di Hall A1120

Vcc (5V) e GND sono connessi ai corrispondenti pin della scheda Arduino Uno, OUT viene connesso a un I/O digitale della scheda Arduino.

Se nessun magnete è prossimo al chip A1120, su OUT si leggerà un livello alto (5V), mentre se si avvicina un magnete si leggerà un livello basso (0V).

Per valutare eventuali problemi di interferenza tra vari sensori, il primo circuito realizzato ha già due sensori, ognuno collegato a una diversa linea di I/O. Nel loop principale  dello sketch Arduino vengono letti i due input e se almeno un magnete è rilevato viene acceso il led L presente sulla scheda connesso alla linea di I/O 13.

Inoltre sulla console seriale nella linea viene inviato un messaggio con lo stato degli I/O tutte le volte che c’è una variazione. A seguire lo sketch completo.

 

CREDITS: Come spunto per il circuito e lo sketch si è preso un articolo sul sito inglese hobbytronics.

Passeggiate d’inverno: Val D’Ultimo

Val D'Ultimo, vista da Greitwies
Val D’Ultimo, vista da Greitwies
Val D'ultimo, vista del lago di Zoccolo
Val D’ultimo, vista del lago di Zoccolo
Val D'ultimo, vista del lago di Zoccolo
Val D’ultimo, vista del lago di Zoccolo
Val D'ultimo, vista del lago di Zoccolo
Val D’ultimo, vista del lago di Zoccolo
Val D'ultimo, vista di Santa Valburga
Val D’ultimo, vista di Santa Valburga

Alcune foto della Val D’Ultimo, in Alto Adige, fatte durante passeggiate (e un ottimo pranzo) nei giorni intorno a Natale 2013.