La Mia Musica Preferita (LMMP), Prologo + Settimana #1 2015

Ok, ho deciso che quest’anno vi ammorberò settimanalmente con una selezione della mia musica preferita, ripescata quando possibile (spero quasi sempre) da LP e CD realmente in mio possesso. Come al solito non mi dilungherò in chiacchiere ma lascerò lo spazio alla Musica. Per approfondire basta ascoltare…

Visto che siamo alla prima settimana dell’anno è d’obbligo iniziare con “An der schönen blauen Donau” di Johann Strauss II, che vi propongo in una sontuosa interpretazione diretta da Ferenc Fricsay.

Il disco originale è pieno di gemme magistralmente interpretate, tra cui  altro dei miei valzer preferiti, il certamente meno famoso ma altrettanto bello “G’schichten aus dem wiener wald” (Storielle del bosco viennese).

Cambiando genere, ma rimanendo idealmente a Vienna, passo a un CD del 1982 che raccoglie la celeberrima raccolta “Schwanengesang”, il Canto del Cigno di Franz Schubert con gli ultimi Lieder raccolti dai suoi amici dopo la sua prematura morte. Nel CD dialogano due interpreti d’eccezione: Alfred Brendel e Dietrich Fischer-Dieskau. Vi seleziono il famosissimo “Ständchen” su testi di Ludwig Rellstab.

Leise flehen meine Lieder
Durch die Nacht zu dir;
In den stillen Hain hernieder,
Liebchen, komm zu mir!

Flüsternd schlanke Wipfel rauschen
In des Mondes Licht;
Des Verräters feindlich Lauschen
Fürchte, Holde, nicht.

Hörst die Nachtigallen schlagen?
Ach! sie flehen dich,
Mit der Töne süßen Klagen
Flehen sie für mich.

Sie verstehn des Busens Sehnen,
Kennen Liebesschmerz,
Rühren mit den Silbertönen
Jedes weiche Herz.

Laß auch dir die Brust bewegen,
Liebchen, höre mich!
Bebend harr’ ich dir entgegen!
Komm, beglücke mich!

Vale la pena di confrontare l’interpretazione di Fischer-Dieskau appena ascoltata con una versione sempre da lui interpretata molti anni prima. A voi scegliere la migliore, io direi che non ci sono molti dubbi, anche se in ogni caso c’è da perdersi…

Bonus Track: un sito con “free sheet music for singers and voice teachers”.

 

Arpeggione…. Chi era costui?

Questo sabato con ogni probabilità andrò ad ascoltare un concerto che si preannuncia molto interessante al Teatro della Pergola di Firenze per la stagione degli Amici della Musica.

I musicisti sono fantastici: Antonio Meneses al violoncello e soprattutto Maria João Pires al pianoforte.

Il programma è da leccarsi i baffi:

  • Sonata per violoncello e pianoforte in la minore D821 “Arpeggione” di Franz Schubert
  • Sonata in re minore op.31 n.2 “La tempesta” di Ludwig van Beethoven
  • Romanza senza parole per violoncello e pianoforte in re maggiore op.109 di Felix Mendelssohn
  • Sonata per violoncello e pianoforte n.1 in mi minore op.38 di Johannes Brahms

Venite al concerto se potete, oppure dotatevi di buone cuffie e ascoltateli almeno qui. Da notare la sonata di Beethoven interpretata proprio dalla Pires. Tanto per avere un’idea dei livelli di cui stiamo parlando…

Relativamente all’Arpeggione. Siete anche voi incuriositi come me da questa strana parola? Ebbene, l’arpeggione non è niente altro che uno strumento musicale, una specie di strano incrocio tra il violoncello e la chitarra.

Schubert scrisse questa sonata proprio per questo strumento. Lo strumento cadde quasi subito nell’oblio, per essere riscoperto in anni recenti grazie al lavoro fatto dal musicista belga Nicolas Deletaille che con il suo “Arpeggione Project” sta cercando di rilanciarlo.

Siete adesso, come me, giustamente curiosi di sentire come risulta la sonata di Schubert suonata con l’arpeggione. Eccovi serviti: