LMMP: Settimana #3 (a proposito di colonne sonore)

Chi mi conosce bene sa quanto mi appassioni l’arte dell’abbinamento di musica e immagini. Non a caso pressoché tutti i film che reputo migliori hanno una colonna sonora che in un modo o nell’altro mi ha colpito.

Non a caso il mio regista preferito è Stanley Kubrick.

Questa settimana, grazie anche a un amico, ho vinto la mia pigrizia serale e sono andato al cinema a rivedere un film che rappresenta ai massimi livelli l’integrazione di splendide immagini con splendida musica: Barry Lyndon di – per l’appunto – Kubrick.

Dei molti pezzi musicali utilizzati nella colonna sonora del film ho scelto quelli che senza dubbio hanno ottenuto la resa migliore nel film: il fantastico secondo movimento del trio per pianoforte, violino e violoncello D.929 di Franz Schubert e la Sarabanda dalla suite n. 4 per clavicembalo HWV 437 di Georg Friedrich Händel.

Ascoltate, ma se potete fate di meglio: cercate di vedere (o rivedere) Barry Lyndon spingendo i sensi (vista e udito insieme) a cogliere il fantastico lavoro realizzato da Kubrick e il suo team.

Franz Schubert, Trio per pianoforte, violino e violoncello D.929 – II movimento, Andante con moto. Beaux Arts Trio

 

Georg Friedrich Händel, suite n. 4 per clavicembalo HWV 437, Sarabanda. Arrangiamento per orchestra di Leonard Rosenman, National Philharmonic Orchestra

 

Ed ecco infine come suona la Sarabanda nella versione originariamente scritta da Händel per clavicembalo solo. Tanto per apprezzare il lavoro di elaborazione di cui sono stati capaci Rosenman & Kubrick…

 

Stanley Kubrick e Ryan O'Neal sul set di Barry Lyndon
Stanley Kubrick e Ryan O’Neal sul set di Barry Lyndon

Ciò che si consuma

Aver percorso mezzo secolo di vita e non essere quindi più un giovanotto (da un pezzo a questo punto) ha comunque  i sui vantaggi, per esempio quello di riuscire  apprezzare delle cose che molti oggi quasi non arrivano a comprendere.

Prendiamo il regalo che più mi è piaciuto quest’anno: un giradischi Rega Planar RP1.

Rega Planar RP1
Rega Planar RP1

L’ho montato quasi emozionato, ho tirato giù il primo LP da me comprato più di 30 anni fa, i concerti per violino di Mendesshon e Bruch interpretati da un giovanissimo Shlomo Mintz e dalla Chicago Symphony Orchestra diretta da Claudio Abbado e mi sono messo sul divano ad ascoltare. I minuti passavano e, dopo aver superato l’emozione intensa che sempre mi provocano queste note, ho cominciato a riflettere sul perchè oggi, superati anche i CD, si dovrebbero spendere soldi per apparecchi anacronistici e si dovrebbe occupare spazio prezioso della libreria con ingombranti collezioni di LP. Oppure perchè oggi in un mondo sempre più digitale si dovrebbe tornare a combattere con la polvere e l’elettricità statica.

continua a leggere…

Fotografie

Ci ho messo un bel po’, ma alla fine ho inaugurato la sezione fotografie del sito. Un assaggio… che per il momento non trovate in galleria!

Ipocisto, fotografato al parco naturale di Montioni
Ipocisto, fotografato al parco naturale di Montioni

OK, non lasciamoci prendere dal panico…

A quanto pare, suscitando non poco scalpore, Google ha annunciato di voler chiudere il primo luglio il servizio aggregatore di feed RSS Google Reader.

La notizia mi ha preso alla sprovvista e ancora di più mi ha preso alla sprovvista scoprire che Google avrebbe preso questa decisione per il fatto che la piattaforma sarebbe sempre meno utilizzata e che la logica che sta dietro alla chiusura sia quella di spingere gli utenti del servizio verso soluzione più social, tipo Google+.

Ora, probabilmente non ci ho capito niente io, ma la logica di assimilare Google Reader a un servizio tipo Social Network mi sfugge completamente.

Negli ultimi anni io sono diventato completamente dipendente da Google Reader per tenermi informato su praticamente tutto attraverso il web. Se trovo un sito che mi interessa seguire trovo il link al feed RSS (o similia) e lo aggiungo alla lista degli oltre 80 siti che seguo tramite Google Reader.

Quando voglio scoprire cosa c’è di nuovo nel mondo, apro Google Reader, guardo le nuove notizie pubblicate sui siti che seguo, leggo quelle che mi interessano, se mi interessano particolarmente con un semplice click vado sull’articolo, approfondisco, ecc. Un corollario di questo approccio e che se un sito non ha un feed RSS a cui agganciarsi per me non esiste. Non posso certo ricordarmi di andare a visitare il sito di tanto in tanto, ho troppe cose da fare.

C’è chi dice che la stessa cosa si può ottenere seguendo le notizie tramite le pagine facebook, i profili twitter o Google+, ma a me francamente non torna molto. Il bello di Reader è che la notizia nuova rimane li, come un messaggio di posta elettronica nella Inbox finché non sono io a dichiararla “letta”, che posso salvare le notizie in folder, che posso evidenziarle e eventualmente anche condividerle sui social network (cosa che del resto faccio regolarmente). Le notizie che passano sul flusso dei social network sono invece a rischio di perdita estremamente elevato. Intendiamoci, ultimamente seguo qualcosa e qualcuno anche su facebook e twitter ma il nocciolo duro dei siti che leggo e dei blog che seguo rimane su Reader.

Bene, ma adesso?

Adesso vedo che di soluzioni possibili ce ne sono parecchie a partire da programmi da installare su PC a soluzioni online (quelle che tendenzialmente preferisco) e soprattutto vedo che c’è molto movimento da parte di vari siti che stanno affrettandosi a cercare di colmare la lacuna che sicuramente Google lascerà.

Per il momento sto provando Feedly, vedremo come evolve la cosa, il tempo ancora c’è.

Una schermata di Google Reader
Una schermata di Google Reader

ChessX: Installazione sotto GNU/Linux

In un precedente articolo abbiamo introdotto ChessX, un gestore di Database per partite di scacchi che ho deciso di provare sul mio nuovo PC con linux (Ubuntu 12.10). In questo primo articolo vedremo come installarlo, cosa che può risultare a prima vista problematica visto che il programma non è disponibile su nessun repository della distribuzione Ubuntu e per questo va scaricato come sorgente e compilato sulla macchina dove si vuole utilizzare.

La pagina per la compilazione sul sito di ChessX è piuttosto spartana e non da indicazioni su come preparare il PC, il che, soprattutto per un utente non specialista, può essere un problema. Il programma utilizza le librerie Qt, ed è quindi necessario installarle insieme a tutti i tool necessari per la compilazione dei programmi in tale ambiente. Fortunatamente non è complicato soprattutto perché Ubuntu fornisce una serie di tool che rendono facile questa operazione. Uno di questi tool, auto-apt, lo ho scoperto per l’occasione.

Come al solito i motori di ricerca aiutano, e dopo una rapida ricerca ho trovato una pagina di un utente Google+ (thank you very much Mr. Summers!) che spiega pressoché tutto. Per installare un’ambiente di sviluppo per Qt4 basta quindi dare da command line i seguenti comandi:

user@host:~$ sudo apt-get install libqt4-dev
user@host:~$ sudo apt-get install auto-apt
user@host:~$ sudo auto-apt update-local
user@host:~$ sudo auto-apt update
user@host:~$ sudo auto-apt updatedb

Siccome voglio utilizzare la versione attualmente sotto sviluppo (non è detto che non riesca anche a trovare un po’ di tempo per contribuire al progetto), occorre installare anche subversion:

user@host:~$ sudo apt-get install subversion

A questo punto per scaricare su una directory locale i sorgenti attualmente in sviluppo dare il seguente comando:

user@host:~$ svn co http://svn.code.sf.net/p/chessx/code/trunk chessx

NOTA: in alternativa è possibile scaricare l’ultima versione ufficialmente rilasciata andando nella pagina dei download e cliccando sull’opportuno link che rimanda ai sorgenti dell’ultima release (ad oggi, novembre 2013, è la 1.0.0 “Beetle”).

Finalmente c’è tutto, per compilare i comandi da dare sono i seguenti:

user@host:~$ cd chessx
user@host:~$ qmake
user@host:~/chessx$ sudo auto-apt run make

Se tutto è andato bene, per eseguire il programma, nel caso si sia utilizzata la versione di sviluppo (presa con subversion) dare i seguenti comandi:

user@host:~/chessx$ cd release
user@host:~/chessx/release$ ./chessx

oppure, nel caso si sia presa la versione di rilascio:

user@host:~/chessx$ cd bin
user@host:~/chessx/bin$ ./chessx

Ecco a riprova del mio “successo” la prima schermata dell’applicativo appena lanciato!

 

ChessX - Schermata di avvio
ChessX – Schermata di avvio

Alla prossima puntata!

 

Parco del Neto, gennaio 2013

Il bel parco del Neto tra Calenzano e Sesto Fiorentino è sempre occasione di piacevoli passeggiate domenicali. Anche in inverno.

Un piccolo tour fotografico, con alcuni dettagli delle strane radici dell’abero indiscusso protagonista del parco: il Taxodium distichum detto comunemente cipresso delle paludi o cipresso calvo.

Pneumatofori di cipresso calvo
Pneumatofori di cipresso calvo
Albero caduto al parco del Neto
Albero caduto
Pneumatofori alla base di un cipresso calvo (Taxodium distichum) al Parco del Neto
Pneumatofori alla base di un cipresso calvo (Taxodium distichum) al Parco del Neto
Germani al parco del Neto in inverno
Germani al parco del Neto in inverno