OK, non lasciamoci prendere dal panico…

A quanto pare, suscitando non poco scalpore, Google ha annunciato di voler chiudere il primo luglio il servizio aggregatore di feed RSS Google Reader.

La notizia mi ha preso alla sprovvista e ancora di più mi ha preso alla sprovvista scoprire che Google avrebbe preso questa decisione per il fatto che la piattaforma sarebbe sempre meno utilizzata e che la logica che sta dietro alla chiusura sia quella di spingere gli utenti del servizio verso soluzione più social, tipo Google+.

Ora, probabilmente non ci ho capito niente io, ma la logica di assimilare Google Reader a un servizio tipo Social Network mi sfugge completamente.

Negli ultimi anni io sono diventato completamente dipendente da Google Reader per tenermi informato su praticamente tutto attraverso il web. Se trovo un sito che mi interessa seguire trovo il link al feed RSS (o similia) e lo aggiungo alla lista degli oltre 80 siti che seguo tramite Google Reader.

Quando voglio scoprire cosa c’è di nuovo nel mondo, apro Google Reader, guardo le nuove notizie pubblicate sui siti che seguo, leggo quelle che mi interessano, se mi interessano particolarmente con un semplice click vado sull’articolo, approfondisco, ecc. Un corollario di questo approccio e che se un sito non ha un feed RSS a cui agganciarsi per me non esiste. Non posso certo ricordarmi di andare a visitare il sito di tanto in tanto, ho troppe cose da fare.

C’è chi dice che la stessa cosa si può ottenere seguendo le notizie tramite le pagine facebook, i profili twitter o Google+, ma a me francamente non torna molto. Il bello di Reader è che la notizia nuova rimane li, come un messaggio di posta elettronica nella Inbox finché non sono io a dichiararla “letta”, che posso salvare le notizie in folder, che posso evidenziarle e eventualmente anche condividerle sui social network (cosa che del resto faccio regolarmente). Le notizie che passano sul flusso dei social network sono invece a rischio di perdita estremamente elevato. Intendiamoci, ultimamente seguo qualcosa e qualcuno anche su facebook e twitter ma il nocciolo duro dei siti che leggo e dei blog che seguo rimane su Reader.

Bene, ma adesso?

Adesso vedo che di soluzioni possibili ce ne sono parecchie a partire da programmi da installare su PC a soluzioni online (quelle che tendenzialmente preferisco) e soprattutto vedo che c’è molto movimento da parte di vari siti che stanno affrettandosi a cercare di colmare la lacuna che sicuramente Google lascerà.

Per il momento sto provando Feedly, vedremo come evolve la cosa, il tempo ancora c’è.

Una schermata di Google Reader
Una schermata di Google Reader

Venerdì, al Teatro Comunale di Firenze

Che bellezza, è due mesi che aspetto di andare al prossimo concerto dell’Orchestra del teatro del Maggio Musicale. Venerdì sta finalmente per arrivare.

Il bello della musica classica è che non necessita di parole per essere spiegata. Basta ascoltare. Perciò godetevi Brahms:

 

Letture interessanti, 6 febbraio 2013

Le letture interessanti di questi giorni riguardano tutte lo sviluppo software, attività che svolgo per lavoro ma ancora con una discreta dose di passione nonostante il numero di anni che sono passati da quando ho iniziato.

La prima lettura è “Functional Programming Basics. What’s It All About?” di Robert C. Martin sul numero di gennaio di PragPub. La lettura di questo articolo mi ha spinto a cercare qualche altra informazione sulla programmazione funzionale e mi ha fatto trovare la seconda lettura “Functional Programming For The Rest of Us” di Slava Akhmeche, un bell’articolo che cerca di far capire le potenzialità della programmazione funzionale ai programmatori tradizionali e un po’ arrugginiti come me.

Una conseguenza di queste letture è un’aggiornamento dei propositi per l’anno nuovo: oltre ai design pattern quest’anno dovrò provare a studiare anche un linguaggio funzionale. Pensavo ad Haskell.

ChessX: Installazione sotto GNU/Linux

In un precedente articolo abbiamo introdotto ChessX, un gestore di Database per partite di scacchi che ho deciso di provare sul mio nuovo PC con linux (Ubuntu 12.10). In questo primo articolo vedremo come installarlo, cosa che può risultare a prima vista problematica visto che il programma non è disponibile su nessun repository della distribuzione Ubuntu e per questo va scaricato come sorgente e compilato sulla macchina dove si vuole utilizzare.

La pagina per la compilazione sul sito di ChessX è piuttosto spartana e non da indicazioni su come preparare il PC, il che, soprattutto per un utente non specialista, può essere un problema. Il programma utilizza le librerie Qt, ed è quindi necessario installarle insieme a tutti i tool necessari per la compilazione dei programmi in tale ambiente. Fortunatamente non è complicato soprattutto perché Ubuntu fornisce una serie di tool che rendono facile questa operazione. Uno di questi tool, auto-apt, lo ho scoperto per l’occasione.

Come al solito i motori di ricerca aiutano, e dopo una rapida ricerca ho trovato una pagina di un utente Google+ (thank you very much Mr. Summers!) che spiega pressoché tutto. Per installare un’ambiente di sviluppo per Qt4 basta quindi dare da command line i seguenti comandi:

user@host:~$ sudo apt-get install libqt4-dev
user@host:~$ sudo apt-get install auto-apt
user@host:~$ sudo auto-apt update-local
user@host:~$ sudo auto-apt update
user@host:~$ sudo auto-apt updatedb

Siccome voglio utilizzare la versione attualmente sotto sviluppo (non è detto che non riesca anche a trovare un po’ di tempo per contribuire al progetto), occorre installare anche subversion:

user@host:~$ sudo apt-get install subversion

A questo punto per scaricare su una directory locale i sorgenti attualmente in sviluppo dare il seguente comando:

user@host:~$ svn co http://svn.code.sf.net/p/chessx/code/trunk chessx

NOTA: in alternativa è possibile scaricare l’ultima versione ufficialmente rilasciata andando nella pagina dei download e cliccando sull’opportuno link che rimanda ai sorgenti dell’ultima release (ad oggi, novembre 2013, è la 1.0.0 “Beetle”).

Finalmente c’è tutto, per compilare i comandi da dare sono i seguenti:

user@host:~$ cd chessx
user@host:~$ qmake
user@host:~/chessx$ sudo auto-apt run make

Se tutto è andato bene, per eseguire il programma, nel caso si sia utilizzata la versione di sviluppo (presa con subversion) dare i seguenti comandi:

user@host:~/chessx$ cd release
user@host:~/chessx/release$ ./chessx

oppure, nel caso si sia presa la versione di rilascio:

user@host:~/chessx$ cd bin
user@host:~/chessx/bin$ ./chessx

Ecco a riprova del mio “successo” la prima schermata dell’applicativo appena lanciato!

 

ChessX - Schermata di avvio
ChessX – Schermata di avvio

Alla prossima puntata!

 

Letture (e visioni) interessanti, 1 febbraio 2013

Ecco le letture migliori che ho fatto questi ultimi giorni.

Velocemente poi:

Fine per oggi.

 

 

Omaggio a una canzone fantastica

Raindrops Keep Falling On My Head” di Burt Bacharach. Semplicemente, non riesco più a smettere di ascoltarla.

Scritta originariamente per il film del 1969 “Butch Cassidy and the Sundance Kid” di George Roy Hill. La scena con la canzone è un vero inno alla gioia di vivere, con il mio mezzo di locomozione preferito che ci fa tralaltro una gran bella figura.

Letture interessanti, 24 gennaio 2012

Un po’ di letture interessanti sul web che ho fatto negli ultimi giorni.

  • In primis, il sempre chiaro ed efficace Luigi Zingales, sul sito del Sole 24 Ore con un articolo dal titolo “Il coraggio di cambiare” fa considerazioni a mio parere molto condivisibili sulla brutta faccenda del Monte dei Paschi di Siena.
  • Poi, un articolo su Il Post relativo alla rimozione di un’applicazione dallo Apple Store. Sono questo genere di cose (oltre al costo ovviamente!) che oggi mi tengono lontano da oggetti della Apple. A quasi 50 anni suonati non ho certo bisogno che qualcuno mi dica cosa posso o non posso fare con i miei giocattoli.
  • Passando ai siti esteri, su ArsTechnica, una lettura interessante (un po’ per specialisti lo ammetto) su come nei prossimi anni potrà forse cambiare il metodo di rilascio della popolare distribuzione GNU/Linux Ubuntu: “Ubuntu considers huge change that would end traditional release cycle
  • Ecco poi un bel tutorial su come fare fotografie del cielo stellato con un’attrezzatura non particolarmente sofisticata: Da SteveHuffPhoto: “How to shoot: Wide Field Astrophotography With a Camera and Tripod by Chris Malikoff
  • Infine per gli appassionati di scacchi, un’analisi video della splendida partita Aronian-Anand, giocata lo scorso 15 gennaio a Wijk aan Zee nel quarto turno del prestigioso torneo Steel 2013.